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La Rivista

La rivista Idee in Psicoterapia nasce come una scommessa: la scommessa che si possa instaurare un dialogo, trovare comuni denominatori e stabilire confronti tra scuole di psicoterapia con orientamenti diversi e sotto molti aspetti confliggenti, quali quelli dinamici, cognitivo-comportamentali, sistemico-relazionali, espressivo-corporei e umanistici integrati.

Una scuola di psicoterapia vuol dire un approccio clinico basato su una teoria “forte” e caratterizzante, un album di famiglia pieno di padri fondatori e numi tutelari, una tecnica standard e una formazione ispirata necessariamente a modelli ortodossi in quanto fondativi. Ma se da una parte un allievo aspirante psicoterapeuta ha disperatamente bisogno di certezze, è altrettanto vero che un percorso educativo “aperto” alle contaminazioni culturali e alle sfide scientifiche avrà maggiori chances di prepararlo a diventare un bravo terapeuta, cioè, una persona esperta in grado di aiutare il paziente.

Le scuole in Italia rappresentano un universo complesso, potremmo dire un complicato groviglio di indirizzi teorici, di sensibilità differenziate, di parentele e affinità, ma anche di preclusioni e incompatibilità. Seguire una bussola navigando in questo mare non è facile, così come è prevedibile che all’esterno ci si arrenda (di fronte all’immensità) e all’interno si resti ben dentro i confini della propria barca, per il pericolo di smarrirsi.

L’idea nuova in psicoterapia, che la rivista insegue, è per certi versi anche un sogno e quindi un desiderio: collegare terapeuti, docenti e ricercatori di varia provenienza e formazione in una community di esperti, ognuno con il suo bagaglio tecnico ed esperienziale, ma tutti dotati della capacità di scambiare modelli, ibridare linguaggi, inventare codici di comunicazione, importare nei propri sistemi di pensiero e nelle proprie prassi cliniche elementi fecondi di perturbazione, di cambiamento e persino di estraniazione. Introdurre il dubbio e mettersi in crisi significa costruire il modello unico e personale cui ogni terapeuta deve mirare.

Il nostro suggerimento è cominciare dai candidati, invitati a scrivere, a contribuire e a cimentarsi nella ricerca e negli studi originali, assistiti dai loro maestri e confrontati con altre identità e altre appartenenze. La transizione verso altri orizzonti, la messa in tensione dell’identità, la curiosità intellettuale, la rinuncia a saperi conchiusi e definitivi, la conoscenza in itinere e sul campo, il sincretismo operativo sono tutti valori della cultura post-moderna, che Idee in Psicoterapia propone e in cui si riconosce, figlia del suo tempo.

Ma il progetto di Idee in Psicoterapia non si esaurisce nella rivista: Idee in Psicoterapia è anche un modo di stare insieme, di condividere, scuola con scuola, ognuna con la sua organizzazione e con le sue articolazioni interne, terapeuta con terapeuta, ognuno con la sua personalità e il suo stile. Oltre che scrivere, leggere, rivedere e correggere bozze, il board di Idee si incontra regolarmente in riunioni di lavoro, pure conviviali, che consentono una familiarità ancor più che una reciproca conoscenza, e in congressi, che promuove ormai annualmente e che costituiscono un momento forte e fondante dello scambio e della messa in comune tra scuole e psicoterapeuti.

Crescere insieme è dunque la parola d’ordine della nostra rivista e del gruppo che si riconosce in questo progetto.